Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Archivio per il tag “Locorotondo”

Un post come un sasso (nello stagno)

Chiuso il congresso e trascorso il Natale è il momento di prendere in mano l’iniziativa politica.

A Locorotondo il Partito Democratico, piaccia o non piaccia, è l’unico movimento politico che ha una struttura, un luogo fisico di aggregazione e discussione, un gruppo di persone legittimate dagli iscritti a rappresentarlo.

Piaccia o non piaccia è lì che deve innescarsi la miccia di un’iniziativa politica che tenti di costruire per le prossime amministrative un’offerta politica nuova e al passo con i tempi.

Prendere 4 temi in croce (dialettismo) per costruirci attorno un campo largo (che senso hanno in questo momento due opposizioni?) e aperto a chi ci vuol stare. Alla luce del sole, fissando tappe e scadenze verificabili.

Concreti, senza pregiudizi e paraocchi. E con poche menate.

Con la consapevolezza che saranno i cittadini, attraverso le primarie, a scegliere il miglior candidato sindaco possibile.

#voloaldocks: perché, nun se po’?

“Mamma gioca a gin al circolo Canottieri e si veste da Versace? Tu metti l’orologio al polso come Gianni Agnelli? E io vado a letto con Leonardo Zartolin! Perché, nun se po’?”

Perché sì e perché no, alto e basso, popolare  e di nicchia, commerciale e per pochi.

Qui c’è tutto.

#leggerezza

 

L’Europa ci guarda

L’Europa, quella cosa che ascoltiamo in tivvù e che molte volte descrivono come fosse un’entità fredda e astratta, forse conosce meglio di noi stessi il territorio in cui viviamo e il suo possibile utilizzo futuro.

Ieri infatti quell’Europa o, meglio, la Commissione Europea ha approvato le linee guida per le infrastrutture europee dei prossimi anni  e tra queste ha inserito le vie ciclabili.

Che adesso sono diventate a tutti gli effetti delle opere pubbliche.

Quindi il progetto europeo Eurovelo, con una rete ciclabile che attraversa l’intero continente, ha molte più possibilità di essere realizzato.

E a noi della Valle d’Itria che ci frega?

Abbastanza, direi.

Visto che la rout 5 del progetto parte da Londra, passa per Roma, arriva a Brindisi e taglia di netto la nostra Valle (Locorotondo incluso): 3900 km a gradire.

Una dorsale a cui si potrà agganciare la ciclovia dell’acquedotto i cui lavori sono già in corso.

Insomma una prospettiva di sviluppo sostenibile (cioè lavoro e reddito senza impoverire le risorse ambientali) che ci viene offerta e su cui dovremmo cominciare a fare delle riflessioni serie.

Di pirsona pirsonalmente

Dell’IMU qui a Locorotondo abbiamo detto. Aumentate entrambe le aliquote, quella della prima casa più della seconda. Inutile ripetersi.

Vediamo cosa si potrebbe fare per poterla abbassare il prossimo anno allora.

Magari cominciando a scovare chi evade.

Partendo da coloro i quali, possedendo più case di proprietà, intestano la seconda alla moglie, la terza al figlio grande, eccetera in maniera che risultino tutte prime case godendo così della relativa detrazione.

L’articolo 13 del DL 201/2011, quello che ha istituito l’IMU, si è infatti preoccupato di evitare che ciò potesse accadere prescrivendo che la detrazione si potesse applicare una sola volta per ogni nucleo familiare per immobili nello stesso comune.

In pratica: se le persone sono nello stesso certificato di famiglia non puoi distribuire le case come pacchi di Natale. E, per di più, la persona che ha diritto alla detrazione come prima casa deve “dimorare abitualmente” in quell’alloggio.

Siccome questa è una pratica che ha un certo appeal nel nostro Paese (con la p maiuscola, perché funziona così indipendentemente dalla latitudine) si potrebbero cominciare a pianificare un po’ di controlli. Sia fisici (andando a verificare di pirsona pirsonalmente) che informatici (incrociando i dati delle persone presenti in uno stato di famiglia con le loro proprietà immobiliari).

Sicuramente non è una cosa che si fa in 2 giorni. Ma in 6 mesi forse sì.

Con l’obiettivo che tutto quello che entrerà nelle casse comunali sia unicamente destinato ad abbassare l’aliquota sulla prima casa.

 

 

Quelli che le #primarie

Sono al quarto aggiornamento del post in 24 ore: spero che arrivi presto domenica.

Allora si diceva.

Quelli che domenica scorsa non c’erano.

Quelli che non hanno potuto votare.

Quelli che adesso ci vogliono andare (la sfida a due ingrifa dai tempi di Barabba).

La procedura è questa e può essere fatta solo nelle giorni del 29 e 30 novembre. Dopo non vale più.

Non andate più qui  perché la procedura è stata contestata.

Per cui se davvero dopo tutto questo casino avete ancora in testa l’idea di andare a votare pigliatevi 10 minuti e sedetevi davanti al pc.

Inviate una mail a questo indirizzo bari@primarieitaliabenecomune.it (per chi risiede in provincia di Bari) o questo brindisi@primarieitaliabenecomune.it (chi risiede in provincia di Brindisi) o quest’altro taranto@primarieitaliabenecomune.it (chi risiede in provincia di Taranto). Per chi risiede in altri posti l’elenco è qui.

Nell’oggetto della mail inserite la dicitura “registrazione primarie ballottaggio”.

Nel corpo della mail scrivete i vostri dati (nome, cognome, data e luogo di nascita, comune ed indirizzo di residenza, seggio in cui votate) e dichiarate di esservi trovati nell’impossibilità di registrarvi nei termini previsti adducendo motivazioni “coerenti e credibili”(non valgono mal di testa come si faceva a scuola dopo il filone).

Qui sotto trovate un esempio (solo un esempio) di dichiarazione (ci cliccate sopra e si apre).

Inviate la mail e stampatela.

Domenica presentatevi al vostro seggio con la mail stampata (a cui forse vi dovrebbero rispondere sabato), certificato elettorale, carta d’identità e i 2 euri.

E votate chi vi pare (sperando che vi abbiano risposto altrimenti altro casino).

P.S.

Chi ha votato al primo turno come fuori sede, ma intende votare nel proprio seggio di residenza al secondo turno, deve seguire la stessa procedura (invio della mail) e dichiarando dove ha votato al primo turno.

P.S. 2

Pippo propone, non a torto, di aprire nuovamente la pre-registrazione nelle sedi elettorali previste.

Question time

E le domandi ignoranti. Nel senso che davvero ignoro.

A Fasano (tra mille e mille polemiche) e a Martina Franca è partita il giorno 1 ottobre.

Qui, Locorotondo – Puglia – Italia – Mondo – Universo, quando inizia il servizio di mensa scolastica?

Sapete, ci sono, strano ma vero, famiglie in cui si lavora in due (ed è una fortuna di questi tempi), i nonni non ci sono, gli zii sono al nord ed è un problema serio la gestione dei tempi.

Lo chiedo, credetemi, senza un centimetro di polemica ma come semplice genitore.

E da genitore lancio anche la proposta di provare a sedersi tutti ma proprio tutti (scuola, istituzioni, genitori) attorno ad un tavolo per pensare ad un sistema di gestione che riesca ad essere più efficace (che non vuol dire efficiente) e magari più adatto al secolo che ci troviamo a vivere.

 

Piazza Potemkin

Ci ha scritto bene già Lillo sulla pagina FB del Comune di Locorotondo.

Io vorrei solo aggiungere un paio di cose.

Non ero e non sono tra i fan “era meglio il parcheggio” (e neanche Lillo) perché credo che una piazza senza auto è sempre meglio di una piazza con le auto (sembra banale in un paese che ad attraversarlo tutto ci si mette 20 minuti ma non lo è).

Però ci sono piazze fatte bene e piazze fatte male.

Questa, secondo me (scritto in grassetto e sottolineato blu e rosso il secondo me) rientra tra le seconde.

Soprattutto perché, sempre secondo me, aumenta a dismisura, o almeno questo io avverto, la distanza tra me, cittadino, e chi siede sul Palazzo Comunale dall’altro lato della piazza.

Ecco io, fossi stato il progettista, mi sarei dato proprio questa sfida: tentare di abbattere la distanza che c’è tra amministratori e cittadini o almeno la percezione che di essa tutti avvertiamo in questi anni.

Provate a percorrere lo spazio che separa Corso XX Settembre dall’ingresso del Municipio: sembra (perché è solo una sensazione, ci si mette lo stesso tempo di prima) occorra un tempo infinito; in più si somma la riflessione della luce da parte della pavimentazione bianca (perché tutto bianco in questo paese? Perché? perché non osare un po’ di colore?) che ti impedisce di guardare per bene il Municipio. È tutto fatto per sentirti ancora più solo. Per nulla accogliente, scrive sempre Lillo.

Ecco, fosse stato per me l’avrei riempita di alberi. Ci avrei fatto un bosco in città e l’avrei tappezzata di giochi per i bambini (in questo sono colpevole di conflitto di interessi, lo ammetto).

E non è una questione di destra o sinistra perché, io ne sono certo, questi stessi miei pensieri li avrà fatti anche l’architetto Grassi.

In fondo, quello che non mi va molto giù è che si è perso oltre un anno a sindacare un piano/due piani di parcheggio sotterraneo e ci si è dimenticati (tutti quanti, io in primissima fila) di quello che ci sarebbe venuto sopra. O meglio, l’abbiamo dato tutti per scontato.

Quando scontato, lo possiamo vedere, non era.

 

Triplo salto mortale e mezzo all’indietro carpiato con avvitamento

Il locale segretario di partito, dimissionario, che chiede le dimissioni a mezzo stampa al consigliere comunale capogruppo dello stesso partito che risponde, sempre a mezzo stampa, che si vuole dimettere ma solo davanti all’intero direttivo del partito, anch’esso dimissionario.

Tempo netto trascorso per avvitarsi in questo modo: 1 anno.

La scuola Marconi 3.0

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Abbiamo una scuola nel centro del paese chiusa da 3 anni perché inagibile.
Sappiamo che non c’è un euro in cassa per poterla rimettere in sesto.
Così come sappiamo tutti, senza prenderci in giro o offendere le intelligenze, che l’inserimento nel PIRU non porterà nulla.
Allora una proposta.
Il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione 200 milioni di euro per la costruzione di nuove scuole.
A questi si sommano altre risorse provenienti da enti esterni (Inps, INAIL e Cassa Depositi e Prestiti) per un totale di 2 miliardi di euro che equivalgono a circa 150 nuovi edifici.
Il bando sarà pronto per l’autunno quando saranno pronte le nuove linee guide relative all’edilizia scolastica attualmente ferme al 1975 (il 90% di coloro i quali leggono questo blog non erano neanche nati).
Ed una una cosa è certa. Si investirà solo ed esclusivamente sull’innovazione.
Duplice.
Perché il modello di scuola che vede i ragazzi bloccati nelle proprie aule, tutti ad apprendere con gli stessi tempi e modi e senza confrontarsi con nessuno, non regge più (chi vive nella scuola o ha dei figli sa benissimo di cosa parlo).
E di conseguenza le nostre scuole chiuse ed anguste non hanno più senso perché ad essere indispensabili ora sono gli spazi aperti, senza barriere e costrizioni.
Se non mi credete basta guardare chi per davvero investe sul futuro dei propri figli. E con i fatti non con le chiacchiere.
Qui ad esempio siamo in Svezia.
Si vabbè noi siamo a Locorotondo.
Ed infatti la sfida è proprio questa.
Avere il coraggio di dire che quella scuola, quella nel centro del paese, così com’è non serve a nulla (a meno di non farne l’ennesimo punto all’interno di tutti i futuri programmi elettorali) e che forse sarebbe più utile buttarla a terra.
Chiaramente non prima di essersi fatto un mazzo grande come una capanna per aggiudicarsi il finanziamento di uno di quei 150 edifici.

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