Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

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O capitano! Mio capitano!

Ciao amico mio.

Eccerto, perché in quale altro modo puoi chiamare chi ti ha accompagnato passo passo per quasi ventanni (tutt’attaccati).

A pensarci bene proprio come SB (si scherza).

Con cui sei cresciuto e sei diventato uomo.

Con cui hai gioito e anche bestemmiato e neanche tanto tra i denti.

E di cui ti sei innamorato quel giorno lì, per questa roba qui (avevamo appena perso le elezioni, come quasi sempre).

E la cosa che ti fa parecchio rabbia è la certezza che se ci fosse ancora lui (nel senso dell’Avvocato) questa cosa sconcia e soprattutto senza un briciolo di stile (sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, vero?) non sarebbe mai e poi mai accaduta.

Perché stanno tutti a parlare della mancanza di bandiere, di punti di riferimento, di valori. Poi qualcuno, con un po’ di culo, questa cosa se la ritrova bella e pronta in casa e cosa fa? La fa andare via?

Con estrema umiltà e sapendo che lei è lei ed io non sono un cazzo ma vorrei dirvi che, secondo me, state facendo un’emerita stronzata.

Scusate i francesismi ripetuti ma quanno ce vo’ ce vo’.

E adesso, applausi. Dalla curva, chiaramente.

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Un paese normale

Anni fa qualcuno ci costruì sopra una teoria politica con questo titolo.

E ieri sera qualcuno, ancora una volta, ha fatto capire, in pratica, con parole, opere e senza omissioni cosa vuol dire per davvero fare la propria parte da persona normale in un paese normale.

Perché ti fanno stare in panchina per 3/4 di partita, entri, segni

e fai vincere la partita alla tua squadra e forse, a questo punto, ti andrebbe anche di tirar fuori, oltre alla lingua, qualche sassolino dalla scarpa (magari nei confronti di chi un po’ frettoloso e fuori luogo lo è stato) e invece nulla, solo un semplice “io sto bene di gambe e testa, il mio futuro è domenica e nient’altro”. Così, In scioltezza.

Ecco di tipi così, extraterrestri nella loro semplicità, ne avremmo un urgente bisogno circondati come siamo da scalzacani e loro famigli.

Certo poi penso che, quella stessa persona, quella che scrisse il libro intendo, dopo che “la sua generazione è stata messa alla prova”, passati vent’anni, è ancora ad elaborare teorie.

Ma questa, come sappiamo, è un’altra storia.

 

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