Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Ieri non sono andato a votare

Ieri non sono andato a votare.

Me l’avessero detto due settimane fa avrei risposto che stavano scherzando.

Avevo letto il quesito, mi ero confrontato via whatsapp con il gruppo di amici storici, condiviso un amaro in un bicchiere di plastica con una persona che stimo e convinto sostenitore del sì, ripescato dalla memoria alcune esperienze lavorative del passato che mi avevano fatto incrociare il mondo delle risorse energetiche nel nostro Paese, analizzato le posizioni dei due comitati.

Pensavo quindi di andare al seggio. E votare no.

Poi tutto, ai miei occhi, è precipitato.

Non mi interessa, non è mio compito né ho le competenze per farlo, indicare di chi siano le responsabilità.

Ho solo assistito alla messa in scena della 198-sima puntata della guerra civile all’italiana.

Che sia un referendum, un campionato di calcio o la scelta di un tipo di caciocavallo le regole d’ingaggio non cambiano.

C’è chi tira una linea, segna il campo, mette i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, apre le curve, fa entrare gli ultras e in meno che non si dica tutto viene affogato in un indistinto rumore.

L’oggetto del contendere non conta più nulla.

L’importante è fare la voce più grossa, dimostrare quanto la si sappia più lunga di tutti, imbastire teoremi, retropensieri, insultare.

E io sono stanco.

Stanco e in profondo disagio.

Perché vorrei confrontarmi con chi la pensa in maniera diversa.

Capirne le ragioni  e le scelte che ne conseguono.

Magari le mie convinzioni resteranno intatte ma mi sarà passato tra le dita un pezzo di vita che non è la mia. E ai pezzi di vita si dà rispetto. Da qualunque parte provengano.

Ma questo non è stato possibile.

Non è più possibile.

Per cui ho preferito alzarmi e uscire dal campo.

E ho visto che non ero il solo.

 

P.S.

Non avrei voluto scrivere nulla. Poi mi hanno fatto leggere un post in cui si diceva che chi non è andato a votare poteva e doveva ritenersi un coglione. Non reputandomi tale mi è sembrato giusto scrivere due righe sul mio diario.

 

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