Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Non c’è alternativa al futuro

C’è un momento preciso, quando al mattino la trasporto dal suo letto al divano tentando di risvegliarla dalla profonda catalessi in cui si trova, che non sarebbe male che si cristallizzasse.

Avvinghiata alle mie spalle con la faccia sprofondata sul mio collo, lei.

Annusando di nascosto quell’angolo strano che c’è tra l’orecchio e la nuca, io.

Poi le cose vanno avanti come devono andare e ognuno veste i panni della parte che un giorno, nessuno si ricorda come e perché, ci siamo assegnati: io che la sveglio e lei che resiste con gli occhi chiusi. Poi le saracinesche che si alzano lente, setacciando la luce per lasciar passare lo stretto necessario.

E lì, in quell’attimo infinitesimale mi incuneo io.  O, meglio, il pensiero mio: innamorato di una donna di 18 chili.

Sigla.

 

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