Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Il buon senso

Vivo nel centro storico.

Fino a ieri sera però non mi ero proprio reso conto di essere minacciato e che mi fosse impedito addirittura il libero utilizzo, la libera fruizione e l’accesso agli spazi ed alle aree pubbliche.

Certo, mi si chiede una sigaretta. Talvolta 80 centesimi. Con precisione 80 centesimi in quanto  è l’equivalente di un caffè al bar o di una birra all’alimentari. Mai con insistenza. Sempre con tanta genialità: la stessa che esaltiamo sulle pagine dei social quando rivendichiamo, a ragione, l’orgoglio di far parte di una comunità.

Poi leggo che ci sarebbero gli sciami d’api. E che si utilizzano minori. O strumenti musicali fastidiosi. Le leggi da far rispettare ci sarebbero già. Se si vuole si applicano. Ma capisco e comprendo che andare sui giornali con un’ordinanza che viene scritta con la pancia (termine tecnico) può garantire un buon dividendo politico.

Ecco forse invece di invocare la sollevazione popolare per le nuove targhe delle vie posizionate nel centro storico, una pacata riflessione su questa ordinanza (ord) andrebbe fatta.

Che poi non servirà a nulla perché chi la dovrà applicare utilizza, per fortuna, il buon senso come strumento principale di lavoro. Da sempre.

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