Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Fino a quando? (piccola riflessione su un articolo di Scanzi)

Io non sono un giornalista.

Ho un blog e ci scrivo semplicemente perché l’atto stesso dello scrivere mi aiuta a capire meglio le cose. Come se ogni parola, una volta scritta, acquistasse una maggiore consapevolezza nella mia mente. E si caricasse, di conseguenza, di una maggiore responsabilità.

Non conta nulla che poi il mio post lo leggano in due o in diecimila. La sostanza non cambia.

Posso dissentire, essere in totale disaccordo, contrario, pensare che un’azione o un atto politico siano davvero qualcosa che possa mettere in crisi un paese, una nazione, il pianeta Terra o l’intera galassia.

Ma mi chiedo per quale motivo per poter dimostrare questa mia tesi dovrei aver bisogno di storpiare nomi, prendere in giro una caratteristica fisica, un tono di voce o una capigliatura, di quelli che si trovano su posizioni differenti.

Cerco di ricordare come siamo arrivati a questo punto e cosa è successo che non ci fa più concentrare sulla sostanza delle cose che si dicono ma su un contorno che non dovrebbe interessare a nessuno.

Quando tutto questo è cominciato?

E soprattutto: fino a quando?

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