Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Il basket, i compromessi di tutti i giorni e la legge elettorale

A me piace giocare a basket.

Ma non posso farlo da solo. Dobbiamo essere almeno in 6 per fare un 3 contro 3 a sangue. Quindi è necessario che io mi aggreghi ad altre persone. Una volta trovate è necessario poi concordare un giorno ed un orario. E la cosa non è semplice. Ciascuno di noi ha degli impegni e ognuno di questi è più o meno (soggettivamente) importante. Io ad esempio il sabato fino alle 16.30 non ci sono: la pupattola deve fare i compiti. C’è chi ha l’appuntamento settimanale dal barbiere, chi deve andare a fare la spesa al supermercato, chi deve andare a giocare le scommesse del calcio inglese, chi deve spararsi i selfie su Instagram. Insomma ciascuno c’ha i cazzi propri.

E quindi? Non si gioca?

No, si gioca. Si mette ordine nella chat di uozzàpp tra i vari “non posso”, “facciamo più tardi” e “io direi che” e si cerca di trovare un punto in comune tra tutti quanti. La spesa la si chiude in meno tempo, le scommesse si vanno a giocare la mattina, io mi impegno a finire i compiti prima, eccetera eccetera eccetera.

Insomma ciascuno concede qualcosa per poter passare tutti assieme un paio d’ore a spaccare i tabelloni.

Un semplice compromesso. Una cosa normale. Che facciamo tutti, anche quelli che dicono che non fanno mai compromessi. Accade un sacco di volte, tutti i giorni, per le cause più varie.

Tranne una: la legge elettorale. Per la quale da 8 anni siamo diventati tutti (anche io) costituzionalisti emeriti, tutti (anche io) con un cassetto della scrivania dove abbiamo depositato gelosamente la nostra idea di sistema elettorale.

Che è l’unica possibile, quella perfetta, senza sbavature, democratica, ineccepibile. E che è per l’appunto, chiusa in un cassetto.

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Un pensiero su “Il basket, i compromessi di tutti i giorni e la legge elettorale

  1. Lara in ha detto:

    Concordo solo in parte con questo post. Il compromesso era necessario per raggiungere l’accordo .Tuttavia da elettrice di sinistra ho trovato il metodo, lo stile e il linguaggio di Renzi profondamente offensivi e irrispettosi di posizioni e sensibilità differenti. Io non partecipo alla guerra tra le correnti del Pd, ma ho forti perplessità sulla proposta di Renzi . Perchè devo sentirmi collocare tra i conservatori e la palude? Se non mi sento in profonda sintonia con B., sono culturalmente e psicologicamente subalterna? Il segretario del Pd ha il dovere di rispondere alle critiche nel merito e di convincere con argomenti più seri di “mi hanno votato alle primarie due milioni di persone quindi si fa così”. La ricerca del compromesso va applicata anche all’esercizio della leadership che dovrebbe essere inclusiva. Purtroppo questa vicenda dimostra che il Pd non ha nessun interesse a parlare con una parte importante del suo elettorato di riferimento. Vorrei solo ricordare che non siamo pochi e che i nostri voti potrebbero fare la differenza.
    Lara
    P. S. Visto gli ultimi sondaggi? Pare che B. non sia stato per nulla asfaltato

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