Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Il post del #12dicembre

Che ha a che fare parecchio con questo periodo qui di stelle e luci colorate.

Perché il mio #12dicembre è caduto la sera del 31. Quella in cui si festeggia l’anno nuovo. E quella volta oltre all’anno ci si buttava alle spalle un decennio intero. La tombola sul tavolo grande in legno nel salotto, i cugini seduti tutti attorno al tavolo, mio zio con la sua sigaretta sul suo divano, l’albero nell’angolo che sparava colori che si andava a riflettere sui vetri appannati della finestra.

La televisione accesa e il discorso del Presidente con la pipa.

Poi cominciò il programma di fine anno a reti unificate e c’era Daniela Goggi e già mi bastava.

Però ad un certo punto, tra un terno ed una quaterna, fecero passare una canzone strana.

Che iniziava con una cosa tipo una cornamusa e che parlava di valzer, caffè, amori e tradimenti, cemento, occhi asciutti nella notte scura, mare e luna. E dentro c’eravamo io e mio fratello, Martino mio cugino e le sue sorelle, mamma, papà, zii. Tutti quanti.

E c’era quella cosa del #12dicembre che capii solo qualche anno dopo.

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