Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

No, non siamo l’Inghilterra

Un anno fa (qui e qui) se ne era occupato Gian Antonio Stella sul Corriere provando a raccontare quello che accade in Siae.

Oggi si vota in Senato il Decreto Cultura all’interno del quale è stato proposto un emendamento che è nato da una petizione lanciata dall’architetto ed ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, Stefano Boeri. Ne avevamo parlato.

Anzi, gli emendamenti erano più di uno.

Quello che è stato accettato dal Governo sostituisce la licenza (per concerti con meno di 200 spettatori) con una Scia (da presentare al Comune): non mi sembra una botta di vita.

Più simpatico leggere quello che è stato respinto (e non una volta, perché più senatori hanno tentato di proporlo in modi diversi). Li trovate qui: dal 7.12 al 7.16.

In pratica si chiedeva di non far pagare la SIAE per gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori.

Stiamo parlando di un 150 € per concerto.

Il che avrebbe voluto dire, per quanto mi riguarda, aumentare almeno del 33% il numero dei concerti.

Purtroppo non siamo l’Inghilterra.

Continuiamo ad essere il Paese delle lobby.

Punto.

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