Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Il caffè pagato

tot0Che è una cosa differente del caffè sospeso di tradizione napoletana.

Infatti con il sospeso non saprai mai chi berrà quel caffè (è un gesto di solidarietà verso il prossimo) mentre con il pagato sposi un momento di condivisione con qualcuno che conosci.

O almeno così dovrebbe essere.

Perché in un paese tutto sommato piccolo come il mio si innescano delle dinamiche e delle varianti alla regola aurea che neanche l’ultimo teorema di Fermat.

Qui un breve compendio.

Il tradizionale. Una coppia di amici che si beccano, per caso, all’entrata del bar, ordinano un caffè e poi è solo uno dei due a saldare il conto. Ci sarà una prossima volta, sicuramente, e le parti si invertiranno.

Il picciutto. Tu sei al banco a gustarti il caffè assieme ad altre persone e lui entra di corsa, solitamente lasciando la macchina parcheggiata il più alla cazzo possibile, ordina il suo e paga per tutti quelli che sono dentro al bar. La conoscenza dei presenti è una variabile indipendente.

Lo scroccone. Te ne accorgi subito. È quello che tergiversa sui giornali appoggiati sul tavolo. Salta a due mani tra Gazzette del Mezzogiorno (cronache locali) e dello Sport. Fa melina. Da attento conoscitore dell’animo umano è solo in attesa della preda perfetta. Sa che prima o poi arriverà. E quando sarà quel momento lì gli punterà addosso i suoi occhi fino ad intercettarne lo sguardo. Per farsi pagare l’ennesimo caffè della giornata.

Il timido. È quello che prima di entrare nel bar spia se c’è dentro qualcuno che conosce. Gli sta sul culo che gli paghino il caffè. Non per cattiveria o idiosincrasia. Assolutamente. Solo che lui vorrebbe sbranarsi liberamente a prima mattina anche mezza vetrinetta di cornetti e non si sente libero di farlo se qualcuno gli dice “che prendi?” che tradotto vuol dire “sto offrendo io”. Che gli vuoi rispondere? Che sto prendendo 3 cornetti, una treccia e se mi gira pure un krapfen? Quindi, puntualmente, il suo desiderio abortisce non appena si avvicina qualcuno a salutarlo (il timido è sempre molto conosciuto) e che gli offre il caffè. E lui che voleva il cappuccino, tra l’altro.

Il matematico. Quello a cui pagano il caffè e che vorrebbe ricambiare ma non reincontra mai quello che glielo ha pagato, ragione per cui lo paga ad un altro giusto per scaricarsi la coscienza, solo che il giorno dopo che si è scaricato la coscienza ritrova proprio il tipo che gli aveva offerto il caffè ma adesso non sa come fare perché da un lato ritiene di aver assolto al suo debito solo che chi gli ha offerto il caffè non lo sa e si aspetta che adesso sia il suo turno nell’offrire il caffè, così finisce che ognuno paga per sé e che non si salutino più per mesi fino a quando casualmente non si ritrovano al bancone del bar, si baciano e si abbracciano, fanno a gara per chi deve pagare, poi arriva il picciutto, mette mano al portafogli e lo picchiano a sangue.

(continua)

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2 pensieri su “Il caffè pagato

  1. come sempre animo attento. i like so much (buon anno nuovo presidente)

  2. Pingback: Il caffè pagato/2 « Pepecchio

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