Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

L’Europa ci guarda

L’Europa, quella cosa che ascoltiamo in tivvù e che molte volte descrivono come fosse un’entità fredda e astratta, forse conosce meglio di noi stessi il territorio in cui viviamo e il suo possibile utilizzo futuro.

Ieri infatti quell’Europa o, meglio, la Commissione Europea ha approvato le linee guida per le infrastrutture europee dei prossimi anni  e tra queste ha inserito le vie ciclabili.

Che adesso sono diventate a tutti gli effetti delle opere pubbliche.

Quindi il progetto europeo Eurovelo, con una rete ciclabile che attraversa l’intero continente, ha molte più possibilità di essere realizzato.

E a noi della Valle d’Itria che ci frega?

Abbastanza, direi.

Visto che la rout 5 del progetto parte da Londra, passa per Roma, arriva a Brindisi e taglia di netto la nostra Valle (Locorotondo incluso): 3900 km a gradire.

Una dorsale a cui si potrà agganciare la ciclovia dell’acquedotto i cui lavori sono già in corso.

Insomma una prospettiva di sviluppo sostenibile (cioè lavoro e reddito senza impoverire le risorse ambientali) che ci viene offerta e su cui dovremmo cominciare a fare delle riflessioni serie.

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