Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

I mù/parte 2

Il bello di un blog è che non è mai qualcosa di statico.

È bello e cattivo tempo insieme.

È una sola penna o mille.

Così oggi il post, che ritorna su questo argomento, è di Franco. E vi chiedo di leggerlo con attenzione.

Aspettando una risposta, eh!

 

Il prossimo 17 dicembre c’è un’altra mazzata: il versamento del saldo IMU per il 2012, il cui importo potrebbe non essere uguale all’acconto o agli acconti già versati in precedenza.

Sull’equità e sulla misura di questa imposta si potrebbe conversare ad oltranza, ma tant’è, intanto, dobbiamo (o dovremmo) pagare.

L’IMU è stata predisposta come uno strumento, volendo abbastanza potente, di fiscalità locale e proprio per questo è stata prevista la facoltà per i comuni di modificare le aliquote standard in modo tale da modularne il gettito secondo le proprie esigenze di bilancio.

In teoria, i comuni potrebbero anche ridurre le aliquote base, anche se non credo ci saranno molti casi, forse qualcuno per l’abitazione principale, che poi non sarebbe neanche male.

Ora, la normativa che stabilisce l’applicazione dell’IMU per il 2012 è l’art. 13 del DL 201/2011, il comma 6 dello stesso articolo stabilisce l’aliquota base per i fabbricati nello 0,76% e il comma 7 l’aliquota base per le abitazioni principali nello 0,40%.

I comuni hanno, appunto, la possibilità di modificare l’aliquota base per i fabbricati in + o – dello 0,30%, mentre per le abitazioni principale in + o – dello 0,20%.

Naturalmente la comunicazione delle eventuali modifiche va fatta al Ministero dell’Economia entro una scadenza antecedente a quella del versamento del saldo.

Naturalmente.

Io, quindi, dovendo versare il saldo, cerco di capire come ha scelto di agire l’amministrazione del mio comune sulle aliquote.

Bene, faccio la cosa più banale e vado sul sito internet del comune di Locorotondo, dove trovo queste informazioni.

Ora, leggo più di una volta per evitare errori di interpretazione e, in effetti, qui si dice che la normativa ha stabilito le seguenti aliquote: 0,88% per i fabbricati e 0,54% per le abitazioni principali e che l’ente può eventualmente modificarle.

Però a me non sembra proprio così.

A me sembra, invece, che queste siano aliquote già modificate rispetto a quelle standard effettivamente stabilite dalla normativa e risultano, naturalmente, maggiorate: +0,12% per i fabbricati e +0,14% per le abitazioni principali.

Ma, sono io che non riesco a capire?

Sono io che mi sono perso qualche passaggio?

Oppure, dall’altra parte, c’è una specie di informazione leggermente fuorviante da parte di chi, pur avendo scelto di aumentare le aliquote IMU, che vuol dire maggiori oneri a carico dei cittadini, non ha intenzione di spiegarlo?

In fondo, anche questa è una scelta politica.

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