Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Tardelli, Pertini e noi tre, trent’anni fa

Eravamo 3 scalcagnati.

Ci eravamo appena conosciuti.

Nessuno di noi andava in classe con l’altro. Ognuno per sé la mattina ma poi la sera, non mi ricordo come successe, ci eravamo ritrovati.

C’era la passione per le gare dei tappi. Quella forse fu la molla.

Due di noi facevano coppia (nel senso dei tappi).

L’altro delle corse ne era anche l’organizzatore.

Quella sera rimanemmo un po’ assieme poi data l’età ognuno andò dai suoi.

Mi vengono in mente tanto i colori e il caldo afoso.

Una televisione piccolissima montata su un instabile trespolo accanto alla Pro-Loco.

Ma c’era la piazza piena lo stesso. E Giuseppe De Giuseppe in prima fila.

Ricordo, ed è stata l’unica volta che è successo a mia memoria, che il corteo cominciò prima che la partita avesse inizio.

Anzi per dirla tutta la partita stessa fu un intervallo del corteo. Nient’altro.

Forse perché stavamo per uscire tutti quanti da un periodaccio (il terrorismo, le stragi, Dalla Chiesa fu ammazzato 2 mesi dopo) e si cercava un rito collettivo che ci mettesse tutti assieme una buona volta per tutte.

Non lo so. Ma quel camion con il cassone pieno di persone e dipinto tricolore me lo vedo sotto gli occhi ancora adesso. Mentre dal balcone di mia nonna, in bilico su una sedia, mi godevo l’aria di festa e il saluto di Mimino della polleria che somigliava tanto a Causio.

E a me un po’ piaceva che mi salutasse Causio anche se lo sapevo che era Mimino.

Perché era ineluttabile che si vincesse. Non c’erano santi.

E neanche partirono tante madonne al rigore sbagliato.

Era successo. Nessun piagnisteo. Si sarebbe posto rimedio.

E così fu.

Con quel gol (con la palla che si era allungata dopo uno stop non perfetto), quell’urlo e quel Presidente che solleva le braccia al cielo e poi si allaccia i bottoni della giacca perché all’eleganza di un gesto sportivo doveva corrispondere pari grado di esultanza.

Il giorno dopo uno dei 3 scalcagnati alle 8 era in edicola ad acquistare la copia della rosea prenotata.

Che credo abbia ancora da qualche parte.

Quasi come tatuaggio generazionale.

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Un pensiero su “Tardelli, Pertini e noi tre, trent’anni fa

  1. BELLISSIMISSIMO! loricordoanch’io

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