Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Fossati Playlist

Ieri sera in tivù hanno messo su una di quelle cose fighe che ti tengono attaccato allo schermo. Sto parlando dello speciale di Che tempo che fa su Ivano Fossati. Che ha deciso di abbandonare le scene e che si è prestato ad una serata evento in suo onore.

Siccome, personalmente di pirsona, a me Fossati ha detto parecchie cose (non direttamente, ma le sue canzoni hanno fatto parecchia colonna sonora nella mia vita) volevo tentare di mettere giù una personalissima playlist di pezzi.

Non è semplice ma è una cosa che mi è sempre piaciuta sin da quando facevo le compilation sulle Maxwell da 46. Per cui anche in questo caso l’ordine ed il susseguirsi dei brani non è per nulla casuale ma è un valore in sé (almeno per me).

La canzone popolare

Da “Lindbergh” (1993). Perché 20 anni fa a 20 anni pensavamo di poter cambiare un pezzettino piccolissimo di paese. Ed è stato bello anche solo averlo pensato. “E prendiamola tra le braccia questa vita danzante”.

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Pubblicata come colonna sonora del film Il Toro (1994) per me esiste solo nella versione live (1993). Quel “Ma ora è il momento
di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che
ci ha aiutati a capire” credo che sia la fotografia più bella di quando ciascuno di noi si è affacciato dal balcone e ha cominciato a sbirciare il mondo che c’era fuori. Rimanendone affascinato per sempre.

Una notte in Italia

Del 1986. Dall’LP “700 giorni”. Ragazzi qui si ferma tutto. Da ascoltare in auto in religioso silenzio, alle 4 di notte, assieme ai migliori amici della tua vita, ciascuno con la propria sigarette accesa (se non fumi ti adatti). Ciccando così, come viene.

E di nuovo cambio casa.

Dall’album “La mia banda suona il rock” del 1979 anche qui io la preferisco nella versione live (1993) che l’ha totalmente stravolta (in meglio: “una vecchia canzone con un vestito tutto nuovo”). Ci sono particolarmente affezionato perché è stato il tappeto su cui ho ballato in un momento di cambiamento radicale della mia vita (in meglio).

C’è tempo

Del 2003 da “Lampo viaggiatore”. Qui c’è tutto il mestiere dell’artista. Sembra una canzone facile. Ma ascoltala quando c’hai le farfalle nello stomaco, proprio in quel momento lì. Quel tutta la gente si tende la mano” ti mette al centro come se fossi la star del momento. E quell’istante della tua vita diventa “il tempo che è finalmente
 o quando ci si capisce,
un tempo in cui mi vedrai
 accanto a te nuovamente, 
mano alla mano 
che buffi saremo
 se non ci avranno nemmeno 
avvisato.

Il bacio sulla bocca

“La mia sola canzone d’amore che finisce bene” ha detto una volta Fossati. La canzone preferita dell’amicamia con un verso grandioso, di quelli che ti risollevano la giornata: “Inciampa piuttosto che tacere”.

Milano

Non conosciutissima dall’album “Le citta di frontiera” del 1983. Ho il ricordo netto di quando passeggiando un sabato mattina di maggio dalle parti di Corso Garibaldi (lì dove stacca da via Anfiteatro) le parole “Milano è una città del futuro e chi ci vive non sa come sta però stanno tutti insieme stanno tutti là” hanno trovato davvero il loro giusto posto.

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