Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Quelli che lo sport

Ci sono di quelle cose, quando il nome del tuo paese è sopra sopra nei giornali, che ti fanno gonfiare il petto di un bell’orgoglio.

Provinciali?. Sì, può essere. Machisenefrega.

E lo sport è una di quelle attività che più si presta ad attivare questo sano processo di entusiasmo.

Noi, il pubblico, lo spettatore, in genere osserviamo unicamente l’ultimo passo di quella che è la performance sportiva.

Come se di un palazzo ci limitassimo a guardare il momento preciso in cui attaccano il citofono. Il resto, lo scavo, i pilastri, i solai, le finiture, ci sfugge.

Cogliamo il taglio del traguardo, il gol, lo sprint, la schiacciata, il tiro da tre punti. E non teniamo in debito conto che dietro c’è sempre sudore e fatica. Ci sono allenamenti da spaccarsi il culo. E sacrifici. Tantissimi. Da parte degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti delle società.

Perché quasi tutto, a queste latitudini, si fa solo per passione. Che però, a volte, non basta più.

Due settimane fa la società sportiva AlterAtletica Locorotondo ha centrato il traguardo della promozione nelle serie Argento aggiudicandosi il secondo posto nella finale A1 dei Campionati Assoluti di Società svoltisi ad Orvieto.

Ed il prossimo week end le ragazze saranno a Modena a giocarsi la finale di serie A Oro under 23: in pratica le prime 12 squadre femminili in Italia.

Le prime 12.

E questo è quello che è successo negli ultimi 15 giorni. Traguardi che non ci sarebbero mai stati se la semina non fosse cominciata 20 anni fa.

Adesso però siamo ad un punto critico.

Perché la stanchezza e i chilometri da macinare diventano difficili da sopportare se uniti alla difficile ricerca di uno sponsor o anche più semplicemente dei soldi per coprire le spese più ridicole. Ti viene da pensare che magari “mò basta, ce ne torniamo a casa che c’ho i picci miei”.

È un appello al nostro essere comunità. Perché c’è bisogno che chi crede nello sport, non nell’atletica, ma nello sport come crescita delle persone, che sia un privato cittadino o un ente o un’impresa, dia una mano.

Anche piccolissima.  

 

P.S.

Grazie mille a tutti quelli che faranno girare questo post.  Che ha un conflitto di interessi grande come una casa. Perché i protagonisti sono anche miei amici.

 

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