Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Siamo seri, facciamo il possibile

Premessa: questo è un post lunghetto, un super-post. Se vi rompete i cabasisi vi capisco. Io comunque ci tenevo ad avvisarvi.

Partiamo da una dichiarazione del nostro assessore comunale all’Ambiente Giusi Convertini che nel rispondere qui a questo problema aveva promesso, riferendosi al servizio di gestione rifiuti attualmente scaduto e affidato, sino a fine anno, con il meccanismo della proroga provvisoria,  che “appronteremo un’attenta analisi del territorio, guardando anche ai limitrofi, per predisporre un nuovo bando di gara per la gestione del servizio”.

Questo miserabile blog adesso vorrebbe contribuire nel suo piccolissimo a creare un minimo di dibattito consapevole su quello che si dovrà decidere: stiamo parlando di un appaltino di qualche milione di euro, tanto per dirne una.

Cominciamo allora con il tentare di capire di cosa si parla e tirare fuori tutte le carte senza giocare a nascondino.

Dal Bilancio 2010 si legge che il totale incassato attraverso la tassa rifiuti (Tarsu) è stato pari € 1,61 milioni pari a circa il 10% del totale entrate.

Nel Bilancio di Previsione 2011 il gettito è previsto a € 2,41 milioni (+50% rispetto al 2010) con una incidenza pari al 18% sul totale entrate.

Quindi non stiamo parlando di fichi secchi (che sono pure buoni) ma di una delle maggiori poste in gioco all’interno del bilancio del nostro Comune.

Prima domanda. Perché tutti questi aumenti?

A giugno ne avevamo già parlato qui e nessuno ci è venuto dietro. Neanche in sede istituzionale: ma capisco, faceva già caldo e c’era voglia di mare.

Il 28 giugno è stato depositato il Bilancio di Previsione 2011. Quindi ora, potendo leggere come si spezzetta il totale nelle singole voci,  tentiamo di capire assieme quello che è successo.

Dal 2010 al 2011 il costo di appalto del servizio resta immutato.

Quello che fa lievitare le spese e, in corrispondenza, aumentare la richiesta di entrate sono sostanzialmente due voci: “spesa lodo arbitrale Monteco” e “spese biostabilizzato rifiuti”.

Partiamo dal lodo.

In una maniera del tutto arbitraria, secondo il mio umilissimo parere, sia la precedente amministrazione che l’attuale in carica hanno pensato bene di inserire i costi derivanti da un contenzioso che ha visto soccombente il nostro Comune all’interno del capitolo Tarsu.

Per farla semplice: nel Bilancio 2010 la voce “lodo Monteco” è stata pari a € 186.708, nel Bilancio di Previsione 2011 è prevista in € 465.828: tutti questi dindini devono essere ricavati dal gettito derivante dalla Tarsu.

È lecito chiedere per quale motivo dobbiamo pagare tutti un errore commesso da alcuni amministratori?

Perché se qualcuno se ne fosse dimenticato nell’ottobre del 2009 fu istituita in pompa magna una commissione speciale d’indagine conoscitiva (minkia) che avrebbe dovuto appurare le cause che avevano portato il nostro Comune a determinare e poi a perdere il contenzioso.

Il 18 gennaio di quest’anno il Consiglio Comunale ha preso atto della conclusione dei lavori della commissione e ha trasmesso gli atti al Prefetto di Bari e alla Corte dei Conti. Se qualcuno si piglia la briga di leggersi questa relazione finale (è tutto in rete: la trovate sull’albo pretorio on line con l’identificativo n. 5 tra le delibere di consiglio del 2011) ci sono i nomi e cognomi precisi precisi dei responsabili della gestione indecorosa del servizio rifiuti.

Allora, perdindirina, per quale motivo chiedete a tutti i cittadini di pagare un danno che non hanno commesso. Sarebbe come se io domani vado al ristorante, mangio e poi non contento spacco pure tutte le stoviglie e quando arriva il conto mi rivolgo al proprietario e dico “Ciao, scusami di tutto, non l’ho fatto apposta, ti voglio bene e comunque non c’è problema: metti tutto sul conto di questi 15.000 cretini”.

Stranamente, si fa per dire, di tutto questo durante l’ultima e sanguigna campagna elettorale nessuno, ma nessuno proprio (neanche quelli con il ditino sempre puntato) si sono guardati bene dal parlarne (in fondo siamo un piccolo borgo pugliese con un understatement tutto inglese).

Passiamo adesso alle spese del biostabilizzato.

La biostabilizzazione è un’operazione di trattamento dei rifiuti. È un obbligo di legge a cui ogni comune deve sottostare. Ed è un costo che si paga per tonnellata di rifiuto indifferenziato. Ossia più bassa è la tua capacità di fare una buona raccolta differenziata, più rifiuto da biostabillizzare produrrai e più dovrai pagare come Comune. Che, naturalmente, dovrà rivalersi sui cittadini.

Il costo di questo trattamento ha avuto un’impennata negli ultimi mesi anche grazie a una infelice scelta, ma assai infelice, della Giunta Vendola.

Per questo capitolo di spesa siamo passati da € 42.240 indicati nel Bilancio 2010 a una cifra di più di € 500.000 nel Bilancio di Previsione 2011.

Non sì è fatto altro che moltiplicare il nuovo costo per tonnellata per il quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti dal nostro comune (lasciando quest’ultimo immutato).

Riepilogando, abbiamo visto che ci sono un po’ di cose che stonano. Allora come prima cosa dobbiamo cominciare a dirci le cose come stanno. Una volta per tutte.

Continuando ad amministrare il servizio di gestione rifiuti nella stessa ed identica modalità con cui è stato condotto negli ultimi anni (quindici almeno) i costi per il Comune e quindi per tutti i cittadini non faranno altro che salire.

Bisogna mordere il problema a monte. Proprio lì dove si formano i nostri rifiuti. Aspettare la piena a valle ha lo stesso senso di svuotare il mare con il secchiello.

In altre parole dobbiamo progettare un piano di gestione rifiuti che preveda in tempi brevissimi (1 anno) l’innalzamento della percentuale di differenziata: passare dall’attuale e penoso 17% ad almeno un 40% incentivando, contemporaneamente, una riduzione di produzione dei rifiuti.

Sapete quanto risparmieremmo?

Solo sulla voce di biostabilizzazione si potrebbe mettere in Bilancio un costo, almeno, del 30% inferiore che,  guarda un po’, è giusto l’aumento della Tarsu di quest’anno.

Inoltre, notizia fresca fresca, proprio qualche giorno fa la nostra Regione ha approvato un nuovo schema di applicazione dell’ecotassa.

È previsto infatti che dal gennaio 2013 i Comuni incapaci di differenziare (percentuale al di sotto del 30%, quindi noi, in questo momento) pagheranno un contributo di 25,82 €/ton (adesso siamo a  15 €/ton). Per i Comuni virtuosi (60% di differenziata e alcuni indicatori di qualità raggiunti) tutt’altra musica perché si pagherà solo 2,9 €/ton.

È l’applicazione del principio comunitario del “chi inquina paga”. Che per noi è come mostrare la corda in casa dell’impiccato.

Quindi, alla fine, cosa ci conviene fare? Quale direzione dobbiamo prendere?

Non credo che sia difficilissimo capirlo.

Né ci dovrebbero (condizionale d’obbligo visto l’andamento da champions league della politica locale) essere su questo tema problemi di colorazione politica. Stiamo parlando del farsi guidare dal buon senso e dalla competenza.

Con una spesa di € 15.000 si può chiamare il miglior consulente italiano nella gestione rifiuti per pianificare il miglior servizio possibile per il nostro territorio: qui, in questo campo, il copia e incolla dalle altre realtà non è indicatissimo e sarebbe opportuno affidarsi a chi di dovere.

Ripeto: il migliore. In pratica il Messi della munnizza. O, se ai nostri amministratori piace di più, diciamo il Renzo Piano dei rifiuti.

E se non ci fossero i € 15.000 in pronta cassa forse sarebbe il caso di tagliare qualche mesetto di “consulenze”: così giusto per dirne una.

Bisogna fare presto (perché più tempo passa più saremo costretti a pagare) e bene (perché si è sbagliato tanto fino ad oggi). Perché non si può più pensare di nascondere tutto imboscando la polvere sotto al tappeto: che poi ce la fanno pure pagare il triplo.

Quindi, dal momento che è ormai certificata anche a livello nazionale la fine dell’era degli slogan spacciati come programmi politici e delle promesse un tanto al chilo tanto vale cominciare a fare piazza pulita dei luoghi comuni e a scommettere su qualcosa di veramente trendy e innovativo: la serietà.

 

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6 pensieri su “Siamo seri, facciamo il possibile

  1. 😉 credo che su questo tema si debba lavorare ‘seriamente’!

  2. Grazia R. in ha detto:

    E’ da diverso tempo che mi chiedo come è possibile che l’isola ecologica di San Marco è inutilizzata da mesi… ??? Sarebbe interessante indagare sull’effettiva gestione di queste aree…

  3. Geppy in ha detto:

    Giusè occorre pubblicare questo articolo su Bellavista o su Paese Vivrai, occorre che non solo io, grazia, milena e cento di noi leggano il tuo blog, ma il maggior numero possibile dei 15.000 nostri concittadini che ignorano tutto quello che hai scritto…Come Primavera e soprattutto come gruppo territorio ed ambiente dobbiamo lavorare molto per far conoscere a tutti come stanno i fatti.

  4. vittorio in ha detto:

    Sono d’accordo con Geppy… va pubbllicato su giornali che sono letti dalla stragrande maggioranza dei 15.000. Sei stato chiaro e non ci sono dubbi sulla bontà della tua analisi! Grazie. vittorio

  5. Pingback: Rifiuti nostri « Pepecchio

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