Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Un po’st contro la crisi

C’è crisi, c’è grossa crisi.

Però forse c’è anche altro. Che in tempi sfranti può rivelarsi una risorsa vera.

E mi riferisco a qualcosa che gira come il polline per l’aria. Non lo vedi, ma lo senti.

E che in borghi piccoli come questo è forse anche più semplice avvertire.

Parlo dellle risate contagiose dei ragazzi in attesa dei pulman  in the middle of square (minz o’ larie) la mattina presto.

E i bimbi che schizzano veloci veloci per entrare a scuola, i genitori salutarsi e sorridersi e poi andare al lavoro.

Il meccanico che è già aperto da un paio d’ore e sferraglia sotto al cofano.

I muratori che si ritrovano all’alba a dividersi un caffè corretto.

I rappresentanti che si infilano con le loro grisaglie nelle loro auto.

Chi si reca in banca, chi all’ufficio postale, chi si alza e si mette a studiare.

E le campagne che profumano di vendemmia e il prossimo fine settimana ci si scambiano i favori “io vengo da te e domani tu da me”.

 E l’estate che sembra non finire mai.

È chiarissimo che i cazzi ci sono anche qui.

Ma c’è, anche, una sensazione in più.

Di normalità. E di persone serie.

Di potercela fare tutti assieme. Un pezzettino alla volta. Piano piano.

In fondo, stiamo come le fionde: con la molla tirata e pronti a scattare.

Ad andare oltre. Anche oltre il mare, se necessario.

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