Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Normale

Sulla veranda di casa è bello stare a prendere il fresco.

Non da solo perché di gente ne arriva.

A volte mi sembra quasi un porto tranquillo dove ormeggiare, raccontare qualcosa, ascoltare tanto e poi ripartire.

Birra, grappa, amaro, sambuca e brancamenta.

L’età intermedia in cui ti chiedi se vale la pena continuare a fumare, una radio in sottofondo con la musica dell’estate, i figli in arrivo, qualcuno che si allontana, chi si prende e chi si lascia, chi smanetta sui giochi del telefonino, uno squillo da merano, "i romani non milanesi" che qui ci starebbero bene.

Vorrei scattare delle foto per mantenere il ricordo ma poi penso che il ricordo stesso resta più sincero se sfumato nella memoria.

I colori del cielo si dissolvono, il maestrale si calma, vado a letto.

Normale.

In terra la bozza del libro del mio amico aperta a pagina 100 (c’è un errore Vania), una sedia ricolma di roba, un’altra ordinatissima come il prato di Wimbledon nella prima giornata di incontri, in due che si agitano al mio fianco, mio fratello che mormora dall’altra stanza.

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Un pensiero su “Normale

  1. Alessio in ha detto:

    ottima veranda… tarallini a manetta, mozzarelle a tempesta…

    O tempora, o mores!

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