Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Coriandoli a Natale

Ho una camicia nuova con un paio di colori in più. Oltre il nero e blu che indosso sempre. Il regalo di chi mi è più vicino e che guarda oltre la sottile pellicola di pelle in cui mi avvolgo.

Le macchie di umidità in cucina assumono dimensioni inquietanti; dovrei avvisare il proprietario, magari chiedendo un nuovo appartamento, magari con un balconcino: in modo da non permettere alle piccola urla della domenica mattina di invadere in mio fragilissimo sonno.

È tornato mio fratello. E anche Rossella. Per la prima volta io sono stato qui ad aspettarli. Non sono riuscito a costruire la solita compilascion di fine anno. Mi mancano un sacco di dischi che vorrei scaricare. Ho il nuovo dei Subsonica e me lo faccio bastare nei viaggi per Bari. Questa mattina l’auto era ricoperta di brina che si è sciolta scendendo verso il mare.

Ho riletto alcuni articoli che scrivevo 14 anni fa. Non me ne sono vergognato: mi sembravano giusti ancora oggi. Mi sono voltato un attimo, ho salutato quel ragazzo con la camicia a scacchi, gli occhialini e qualche chilo in più che non ricordavo di avere, ed ho festeggiato con il moscato vinto alla pesca dei regali.

Cadono coriandoli.

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Un pensiero su “Coriandoli a Natale

  1. Alessio in ha detto:

    Bella scusa il moscato vinto… te sei sbronzato e basta. Ammettilo.

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