Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Roma

L’albergo è in Piazza Vittorio.

Di parcheggiare non c’è verso che si inaugura un negozio di telefonini accanto all’entrata dell’hotel.

Michele, il cameriere.fattorino-facciotuttoio, apre ogni porta con una pedata.

La chiave della camera non si trova.

La stanza si affaccia su un atrio. Un atrio con il pavimento che è soffitto per qualcos’altro. Un lucernario come quello dei soliti ignoti (mio fratello lo sa). Tutt’attorno stanze illuminate. Mi fumo la sigaretta sporgendomi dalla finestra e così posso dare un’occhiata agli interni. Al primo piano una ragazza che studia, subito sopra un tavolo in una sala grandissima e deserta. Il terzo piano buio. Una signora che stende i panni a sinistra. Di fronte una famiglia di colore che si mette in tavola. Nell’aria una musica di chiesa.

Richiudo. Dentro la camera resta un buon odore di supplì.

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6 pensieri su “Roma

  1. Alessio in ha detto:

    Il buon odore di supplì resterà anche sui tuoi preziosi e sgargianti abiti (o avidi che dir si voglia).

  2. Anonimo in ha detto:

    Chissà l’albanese quanto bucato stenderà in tua assenza……..🙂

  3. Anonimo in ha detto:

    anche perchè a Locorotondo c’è il sole……….

  4. Anonimo in ha detto:

    a locorotondo c’è sempre il sole…

  5. Il corvo in ha detto:

    Non può piovere per sempre…

  6. Miriam in ha detto:

    ma i cavoli tuoi non te li puoi fare? sempre a sbirciare dalla finestra…

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