Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Tre cose

Dormire fuori casa, andare in giro per hotel, per periferie, per centri commerciali, ti porta poi, alla fine, a ritrovarti nello scrivere sulla carta intestata degli alberghi.

La sigaretta in bilico sul posacenere poco pratico, una penna blu e un taccuino su cui lasciare qualche impressione.

La prima.

Che Roma è strana e che è vero che le strade portano tutte dritte a lei. Risalgo la Tuscolana, commetto un errore ad un incrocio e di botto mi ritrovo in aperta campagna. Disseminata di rallentatori per auto. Dei veri e propri gradini. Mi diranno poi che quello è il Mandriane (il nome da dove viene? Qualcuno mi aiuta?). e poi alla ricerca di un ristorante in via di Pietralata. Il ristorante c’è ma è una pizzeria e allora Claudia mi ri-porta al Rouge (per lei è il Moulin Rouge) e a SanLorenzo. Il resto è un amaro al 32 o 33 (Jan sa qual è), il Brusco che invade la strada la sua canzone, Anagnina e i suoi neon sbrilluccicanti che mi fanno sentire in un romanzo di Douglas Copland, un cinema a Prati con Vitti, via di Torrespaccata per andare via.

La seconda.

Napoli nel giorno di Napoli. Piazza del Gesù e le ronde, la pizza da Giuliano, gli sguardi obliqui, un gruppo di persone che provano una rappresentazione teatrale all’interno di un caffè. Alto e basso. Uno accanto all’altro. Non so cosa fare se non registrare, fare piccole foto da portare via. Sto zitto che è meglio.

La terza.

Che poi si riparte e si torna. E si abbraccia chi ti aspetta sotto la neve (che qui già ha nevicato). I ritorni sono bande colorate che suonano musiche popolari e vino novello servito nella sagra di paese.

Scritto su carta Novotel Accor Hotels.

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5 pensieri su “Tre cose

  1. bruna in ha detto:

    E’ vero Roma è strana, ma il suo fascino ti entra dentro. Certo, qualche zona un po’ più carina potevi pure toccarla…la prossima volta di a Vitti di portarti a trastevere o a monte verde e al gianicolo. se poi cerchi un posto fuori Roma che ti faccia respirare l’aria di casa c’è Formello o Calcata. Provare per credere!
    Alla fine però la conclusione è che la valle d’Itria è solo nostra.

  2. frà/plè in ha detto:

    se ti avessi incontrato a Boccea, o al 32 [si chiama 32]che ci stò spesso…ti avrei abbracciato senza nemmeno stupirmi troppo e avrei cullato quella piccola esplosione di gioia dentro il cuore…senza darlo troppo a vedere.🙂

  3. Jan in ha detto:

    Mandrione non mandriane.
    Il posto è il 33, al 32 senza bongo non fanno entrare. La prossima volta vai al Pigneto, sembra di tornare indietro nel tempo, sicuramente a te piacerà.

  4. Anonimo in ha detto:

    il mandriane è un errore non voluto.
    Mò sono a genova, stasera ci si becca a casa a milano.

  5. frà/ple in ha detto:

    esiste anche il 33?
    ma dai??:)

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