Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Hic Sunt Leones

Me lo dite?

Me lo raccontate?

Me lo confidate?

Dove eravate ieri, domenica 9 luglio 2006 alle 22.41? Con chi? Cosa è successo in quegli attimi? Che film scorreva nella vostra mente? Quale colonna sonora? Chi abbracciavate?

Parole, foto, sentimenti, euforia, sorrisi, lacrime.

Tutto quello che è passato e che ci resta lì come un gancio teso al cuore

Questo il mio (un po’ di pazienza per caricare il file….).

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15 pensieri su “Hic Sunt Leones

  1. Al momento del rigore di Grosso?

    Non voglio ricordarmi quello.

    Voglio ricordare la folla per strada e il fatto di aver rivisto un sacco di redivivi, di compagni di scuola dei tempi del liceo che da anni mi domandavo che fine avessero fatto!🙂

    E tu?

  2. Anonimo in ha detto:

    Al rigore di grosso io esultavo già, perchè alex aveva già segnato…

  3. pepecchio in ha detto:

    Ricordi confusi. Angelo, Alessio, birre, insalata di riso, rigore, traversa-dentro, testa-gol, traversa, Kànnavaro, ancora birra, non giochiamo più, stanchi, ce la facciamo, rigori, sì,sbagliato, sì, sì, sì,goool, tutti abbracciati, sudore, sambuca, strade.Strade.

  4. Alessio in ha detto:

    Ricordo mezza libreria e mezzo televisore, mai sudato tanto in vita mia, insalata di uova con un pò di riso, birra a saco, un goccino di sambuca per buttar giù la vittoria, e poi testa alta.. da campione del mondo (di sambuca of course).

  5. eli in ha detto:

    Sono eli,
    una barese a paris che ti legge spesso scroccando internet a laavoro. E questo dice tutto sulla mia finale…ho dentro tutta l’euforia della vittoria, tutta quella che ieri sera ho represso per evitare di essere linciata!
    Per tutto il weekend qualsiasi mio acquisto, dal pane, alla frutta, alla bombola del gas è stato accompagnato da un “aurevoir, et…. ALLEZ LES BLEUS” al quale fino a sabato ho risposto col mio coraggioso “FORZA AZZURRI” ma che domenica è diventato un debole sorriso e un’alzata di spalle, dato l’accanimento generale che iniziava a sembrare pericoloso.
    Alle sette, ieri pomeriggio, qui a Paris sembrava che quei maledetti BLEUS avessero già vinto il mondiale, la gente era impazzita, nelle strade risuonavano i clacson, le grida e anche qualche prova pirotecnica ed io pensavo: spero che perdano anche solo per un semplice motivo, (a parte i nazionalismi che mi sono sempre stati un po’ stretti) stanotte voglio dormire!!!
    In metro per arrivare a casa di un’amica, erano veramente fastidiosi. Perché noi italiani abbiamo stile anche nel tifo, e soprattutto credo, il buon gusto di aspettare di vincere prima di festeggiare! Che imbecilli. Vabè… davanti al televisore, noi i veri italiani esiliati con un piatto di spaghetti bianco-rosso-verdi che guardano la finale dei mondiali all’estero e nella fattispecie nel cuore di un quartiere pieno di neri enormi che vedevano la partita praticamente per strada. E che, naturalmente, hanno subito notato una piccola finestrina dalla quale uscivano urla proprio quando il resto della città taceva! Insomma, morale della favola, le nostre urla sono state silenziose per gran parte del tempo, esultavamo saltando e sussurrando. E più si avvicinava la vittoria e più stavamo soffocavamo le grida. Il massimo, comunque l’abbiamo raggiunto al ritorno a casa in metro: noi, zitti in mezzo ad una folla di rozzissimi energumeni vestiti di blu e di ragazzine con la faccia affranta violetto sciolto, risultato di quello che ore prima doveva essere stata una bandiera della francia. Noi zitti ma con un inevitabile sorriso stampato, che diceva chiaramente : siamo italiani. E che bello, poi, sani e salvi a casa, dormire nel silenzio della città sicuramente più muta di quanto lo siamo stati noi tutta la serata. Non c’era posto peggiore per vedere la partita che qui a Paris, ma, dopotutto, che bello essere italiani e che bello esserlo proprio qui oggi.

  6. Jan in ha detto:

    La Capitale.

  7. ero al cinema, perché t’interessa?
    :p

  8. Ero in un paesino sperduto nell’appennino pistoiese, ospite di una simpatica coppia di amici, a guardare la partita insieme agli altri abitanti del paesino, tutti lì perchè era l’unica casa col satellite (lì non prende neppure il cellulare, che bello…), a mangiare crescentine e prosciutto crudo, e a soffrire durante i rigori..abbiamo urlato anche da lassù, non ci avete sentito?

  9. F. in ha detto:

    La mia stanza. Io e Graz. In piedi. In attesa. Davanti al televisore. La sua ansia in qualche lieve movimento, la mia in una quasi assoluta immobilità. Un blocco fisiologico totale. Non ricordo quanto tempo prima avevo già avvertito il bisogno di fare pipì, ma poi più niente. (E’ la mente che governa il corpo). Passando per la traversa di David e fino all’urlo liberatorio. Un abbraccio. Forte. La pelle d’oca a Fabio (il presidente della repubblica) che alza la coppa e vaffanculo a tutto il mondo.
    La mia stanza. Finalmente, anche lì dentro la gioia per un trionfo. Dopo che troppe champions sono passate per finire altrove. Ricordi Pè? Togliamo l’audio, vediamo che succede. E successe (d’attand). Ma adesso è fatta. Il cielo sopra Berlino ha portato una buona rinfrescata.

  10. Marco Materazzi in ha detto:

    ارهابي زين الدين زيدان

  11. Posso dire una cosa? Il tuo messggio ninja è fantastico!😀

  12. pepecchio in ha detto:

    messaggio in codice per privilegiati…

  13. Campa in ha detto:

    Tutto simile a quanto scritto da F. (alias Basile) tranne il fatto che ero solo a casa nella stessa Via Cisternino in quel di Locorotondo. Il cielo sopra Berlino ha portato nuova aria fresca. Il cielo sopra Locorotondo quella sera era pieno di fumogeni sparati in piazza. Con la muina comandata dal tamburo di Pappazzimm (noto bandista che per una volta non suonava per un funerale), da Tortella avvolto in una bandiera tricolore. Mario Consoli direttore e Pinuccio Bicicletta capo ultras..L’82 forse era anche così..ma erano ricordi di 24 anni fa..tanti..troppi.

  14. pepecchio in ha detto:

    Si sono cancellati un apio di commenti. Non è colpa mia. Prendetevela con kataweb.

  15. frà/plè in ha detto:

    casa Chiccola, nonna iInes in mezzo a tante ragazzine…e a un paio di donne.
    tante braccia verso il cielo…chi saltava, Pepe [il cane] che abbaiava forte, come a partecipare pure lui.
    la catena dei rigori tra me, Chiccola e nonna che può venire interrotta, sudore delle mani, il tricolore che sbuca fuori, foto, macchine, clacson, we are the champions, bambini in strada, asfalto, sorrisi come non ne vedevo da 24 anni.

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