Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Per voi due (la rivoluzione si fa con il sole)

è una notte di inizio primavera. Si è conclusa una delle feste di paese. Per la strada noccioline, lupini: tutte le bucce di tutti i possibili arachidi vendibili. 

Le luminarie ancora accese. Il sapore acre della cordite ancora sospeso nell’aria: fuochi pirotecnici come brodo primordiale per piccole creature.

Due uomini sono seduti su una panchina. La panchina è la solita. Fuori tempo come il cappotto nero del primo e il giubbotto di pelle del secondo. Chi agita tra le mani una caramellina o l’incarto della caramellina che fu, chi risponde sfogliando un vecchio e consunto dylandog.

I piccoli rumori associati ai lori gesti diventano assordanti, creano imbarazzi invece di scioglierli, hanno una ritmica sincopata, chirurgicamente dolorosa come coccia sotto i piedi.

Ci sarebbe bisogno di una pausa. Come un vento nuovo sui vecchi tagli da barbiere, asciutti, pettinati ben bene. Che riporta felice caos su ordine finto, gommoso, stucchevole.

Dal fondo del corso s’avanza improvvisamente la banda. Prima piano poi un po’ più forte si allunga, una musica, bassamusica.

Questa è la mia musica.

È per voi due. 

Luci spente, buio su corso. Ciao.

Dov’è che siam rimasti a terra Nutless
dov’è lo sparo, il botto
dov’è la strada, dove noi
e la sera arriva presto troppo presto per potere andar
dov’è che siam rimasti
dov’è che siam restati soli Nutless
dov’è che i muri si sono chiusi addosso
muri che avevamo costruito
nella sabbia e per la sabbia
forse per avere ancora a tiro l’onda
tutta questa clandestinità dov’è che nata
questo andare a letto presto
quando è iniziata?
che potevamo andarcene a ragazze
o giù al Lido
affanculo questa serietà
questa lealtà
tutta questa impresa
poi il sabato all’iper a far la spesa
buttarci a piedi pari
nella vasca del campari
abbattere la notte
a raffiche di Gordon Rouge
….chabidubidù!
dov’è che abbiam ceduto il capo al sonno
al vapore alla cucina al caldo al televisore
tu in un letto e lei in un altro
dove quei bagliori visti da lontano
fuori in punta di pennello
tutto Napoleone
dipinto in un bottone
cara cosa hai fatto oggi e cosa hai fatto tu
cara cosa hai fatto finché non si è fatto
BOOM BOOM BOOM
lo vedi adesso che cos’è successo Nutless?
abbiam dovuto richiamare in campo i veterani
quelli che la battaglia grossa
credevano di averla fatta
e invece eccoci tutti
…in groppa alla lealtà!
le fontane di berlucchi
le cascate di garofani
…i love you
e quando ce ne andremo tutti Nutless
sarà quando l’aria è più vicina al cielo
veglierò per sempre
per vedere il bagliore da vicino
finché prenderemo d’anticipo il mattino.
non è più tardi
e non sarà tardi più
non è più tardi ora
non sarà tardi più

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6 pensieri su “Per voi due (la rivoluzione si fa con il sole)

  1. frà/plè in ha detto:

    un pò di caos a scompigliare il cielo, please…

  2. Alessio in ha detto:

    Rivoluzione con il sole,
    se piove si fa merenda.
    E si aspetta che torni il sole.

  3. Anonimo in ha detto:

    Il dolore per il cambiamento non voluto ti implode dentro e ti resta là.
    Sopito, forse, dopo, ma sempre là. Resta là.
    Un pianto, talvolta disperato, di rabbia e impotenza.
    Un pianto, talvolta dolce, che evoca ricordi immensi.
    Perché nella vita, nella mia vita, io mi aggrappo alle poche vere certezze, testardamente, ferocemente, affinché restino lì, immutate, come rifugio incontrastato per l’anima.
    Ma alla fine il cambiamento si accetta. Perché è giusto così. Perché nessuno può decidere per gli altri. Perché, purtroppo, le cose, a volte, hanno un inizio e una fine.
    Ma la fine non è annullamento di quello che c’è stato.
    La fine è una presa di coscienza. Che qualcosa è cambiato, e che qualcosa ancora può cambiare.
    Perché, aldilà di tutto, io ho sempre la speranza.
    Perché i sentimenti sono sentimenti.
    Mica a chiacchere.
    Sempre aperto e fiducioso nella rivoluzione.
    Specie poi se con il sole.

  4. Alessio in ha detto:

    Chapeau.
    Tremaglia santo subito.

  5. sai cosa mi è piaciuto di più? che è la solita panchina.

  6. G in ha detto:

    Mi viene tristezza. A leggere. A ricordare. Per fortuna ho imparato a convivere con questa tristezza.

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