Pepecchio

Lo spirito sfranto dei tempi

Sono stati giorni belli…

Img_1874 Belli e rotondi come un buon vecchio vino rosso.

La partenza all’alba di sabato: milano che dorme ancora e noi che lo vorremmo fare ma il mare, dai oggi ci aspetta il mare. E allora con Platone nel taxi, arrivare a Linate e cercare di cambiare l’ora del secondo aereo (perché sì, noi per scendere in puglia non riusciamo a fare una linea dritta, ci piace curvare e allungare, e allora passiamo per roma). Un caffè e un cornetto ghiacciato per colazione, e poi io e gaia a Fiumicino cercando un angoletto per una sigaretta (ti siamo passati sulla testa plè, ma tu dormivi).

Leggere giornali e riviste e gaia che mi chiede di raparmi i capelli. Appena arrivo a Loco non faccio altro, dal vecchio barbiere, affollato, dove comincio a trovare i miei amici (“i ci iè oscian??”…). c’è il sole, forte. Andiamo al mare con claudia che vuole fare la bucolica mentre altri vorrebbero la comodità di un baretto accanto, che ad una certà età diventa un’esigenza. Ci stiriamo sulla sabbia, proviamo ad asciugarci un po’ le ossa, che quest’inverno si sono bagnate tanto. Graziana mette i piedi in acqua. Gianna, Gera e Rò passeggiano. Il prof dorme. Franco mi aggiorna sulla juve. Poi il gelato a cisternino e il mare d’erba verde di fronte a noi. Riposo. Ore libere. Andiamo a mangiare sul porto: il nostro posto, il nostro posto. Il vino ci aiuta e ci scioglie. Ci ritroviamo tutti a ridere forte. Alduccio è bellissimo: mi fa venire i crampi alle mascelle e ci sono anche i Giovanni e le Anne. Poi mi aspettano i “giovani”: andiamo a ballare. Io ballo, loro bevono e mi guardano. Sorridono. Siamo tutti vicini stanotte che non ci capitava da tempo. La domenica è a casa. Io e gaia che ci ubriachiamo e cerchiamo di riprenderci in villa, il sole che batte e noi distesi tra gruppi di turisti. E  c’è chi dà le spalle per sentirsi al centro di un centro che ormai non esiste più.

Vengo a sapere che per il paese mi sarei sposato in egitto, al cairo precisamente. Che bello sentirsi coccolati ancora una volta dalle sue voci. Non danno fastidio: mi fanno sentire ancora parte di qualcosa.

Arrivano messaggi, proverò a rispondere che sarebbe bello farli diventare forma. Più tardi. Più tardi che adesso è troppo bello. Scivoliamo direttamente nella notte, tutti stretti in un locale che non mi piace ma con loro andrei ovunque stasera. Mi faccio guidare piano. Poi c’è solo la pasquetta, la focaccia, il coniglio con le patate, sole e pioggia. Il tavolo con tanto vino e le riviste di arredamento (la mia cameretta da Franco e Graziana…). I saluti e questa cosa in gola che non va giù e che vorrebbe diventare piombo per frenare la partenza, rallentarla per poterla assimilare meglio.

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7 pensieri su “Sono stati giorni belli…

  1. …c’è chi dà le spalle per sentirsi al centro di un centro che ormai non esiste più…
    bella, mi piace molto.

  2. fràplècoicapelliscompigliati in ha detto:

    .
    ..

    ora formulo, cavolo!stamattina sono stata accusata di non saper più parlare a causa del mio scrivere troppo ed ora?
    non sò più nemmeno scrivere?
    …la mia cameretta ha vacillato, e con lei il mio ultimo baluardo di vero amore…ma loro escono dalla tempesta…e lo fanno pure per me, che ho bisogno di una cameretta da loro e di credere che sia ancora possibile…anche per me…
    …ho sentito qualcosa passarmi tra i capelli l altra mattina…pensavo fosse solo uno spiffero [io chiamerò il mio cane spiffero…]
    devo smettere di fumare erbabuona a manovella…
    buon rientro. buoni giorni pepe…:)

  3. Anonimo in ha detto:

    Ma la foto bucolica del coniglio soavemente immerso nel mare di patate???

  4. Graziana in ha detto:

    Pepé… ci siamo sbagliati tutti e due: Nothing compares 2 U è del 1990. Insomma, avevi ragione più tu che io ma, alla fine, non ha vinto nessuno. Propongo bevuta della parità: cioé prima pago io, poi paghi tu, così beviamo due volte.😀

  5. pepecchio in ha detto:

    Grà, io mò non è per dire ma avevo parlato di Sanremo ’90. Presentazione di Nothing compares 2 U assieme al dudùdadadà di Mietta-Minghi….poi mi sono allargato a fine ’89 come data di uscita del disco…Comunque ci vediamo sabato sera per la bevuta

  6. Anonimo in ha detto:

    ‘mbriacher

  7. anna rinaldi in ha detto:

    Giu sto male ci hanno rubato la macchina lunedi pomeriggio quando ci siamo lasciati sotto casa

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